UN ORTO SPAZIALE

Orto spaziale

È possibile coltivare delle verdure nello spazio?

A prima vista può sembrare un’idea totalmente inverosimile e invece sta per diventare realtà, grazie a Greencube. 

Si tratta di un minisatellite, progettato interamente in Italia, che verrà lanciato in orbita a 6.000 chilometri dalla Terra con il volo inaugurale del nuovo razzo Vega-C dell’Agenzia Spaziale Europea. 

Grande come una scatola di scarpe, contiene un sistema di coltura idroponica a ciclo chiuso che ospiterà le piante ritenute più adatte a sopportare le condizioni estreme dello spazio. 

La coltura idroponica consente di coltivare in assenza di suolo, veicolando le sostanze nutritive direttamente con l’acqua. Utilizzando un ciclo chiuso, inoltre, è possibile recuperare i nutrienti in eccesso e riutilizzarli nelle fertilizzazioni successive.

Greencube è anche dotato di sensori per il monitoraggio dei parametri ambientali e dello stato di salute delle piante: i ricercatori potranno così analizzare in tempo reale le condizioni delle piante che, nei venti giorni di sperimentazione previsti, porteranno a termine un ciclo completo di crescita come in un vero e proprio orto spaziale.

Il primo obiettivo dello studio è di trovare un modo per coltivare con successo verdure fresche in orbita, in vista delle future esplorazioni spaziali.

Ma non è tutto. Un sistema di coltivazione così estremo garantisce la massima efficienza in termini di volume e di consumo di energia, acqua e nutrienti. 

Lo studio presenta allora dei risvolti molto interessanti anche in ottica di sviluppo sostenibile.

I dati acquisiti dall’osservazione dell’orto spaziale potranno infatti essere impiegati per avviare un progetto simile sulla Terra: riuscire a coltivare frutta e verdura a ridotto impatto ambientale in condizioni di scarsità di risorse sarebbe un risultato prezioso per il futuro del pianeta.

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