IL CONTRIBUTO DEL SALICE ALLA STORIA DELLA MEDICINA

Salice

È noto che alla base di molti farmaci ci sono molecole prodotte dalle piante oppure, in tempi più moderni, sintetizzate dall’uomo studiando la chimica vegetale.

Oggi andiamo alla scoperta di quello che potremmo definire il farmaco per eccellenza: l’Aspirina!

Tutto nasce da un Salice…

A questo genere, originario di Europa, Asia e Nord America, appartengono circa 300 specie di alberi, arbusti e piante perenni.

Impiegati principalmente a scopo ornamentale (basta pensare al bellissimo Salice piangente), si prestano anche ad altri usi un po’ meno conosciuti.

Il legno, per le sue caratteristiche di leggerezza e malleabilità, è adatto alla produzione di casse da imballaggio e truciolati; inoltre, brucia in fretta e questo lo rende ottimo come combustibile. I rami più giovani, invece, vengono spesso impiegati in agricoltura come sostegno a cui legare le viti.

Ma a rendere il Salice davvero speciale è, senza dubbio, il contributo fondamentale che ha dato alla storia della medicina.

Una corteccia dalle proprietà eccezionali

Le origini dell’Aspirina affondano nell’antichità.

Fu addirittura Ippocrate a descrivere per la prima volta, nel lontano V secolo a.C., una polvere amara che si poteva estrarre dalla corteccia del Salice e che sembrava in grado di ridurre la febbre e i dolori.

Un rimedio simile è citato anche dai sumeri, dagli antichi egizi e dagli assiri. E pare che anche i nativi americani ne fossero a conoscenza e che lo usassero contro reumatismi e mal di testa.

Nell’era moderna, si deve al professore di farmacologia Johann Andreas Buchner il merito di aver creato, nel 1828, un estratto di corteccia di Salice e acqua, ottenendo (dopo l’evaporazione) quella che lui stesso chiamò salicina.

Il professore di chimica Adolph Kolbe è stato invece il primo a identificare con successo la struttura chimica del cosiddetto acido salicilico e a sintetizzarlo in laboratorio nel 1859.

Inizia ufficialmente la somministrazione di questa sostanza con funzione antipiretica, antinfiammatoria e antidolorifica. Numerosi erano però gli effetti collaterali, soprattutto a carico delle mucose dello stomaco (vomito e irritazione).

La nascita dell’Aspirina

La paternità del principio attivo dell’Aspirina è controversa, ma per semplicità ci limiteremo a riportare la versione più diffusa.

Siamo nel 1897: il dottor Felix Hoffman, all’epoca ricercatore scientifico per la Bayer, si mette in cerca di un antireumatico che possa essere tollerato meglio da suo padre (che ne faceva largo uso) e dalla popolazione in generale.

Dopo vari esperimenti, il 10 agosto 1897 produce il primo acido acetilsalicilico (ASA) chimicamente puro e stabile: una molecola sintetica che presentava gli stessi benefici terapeutici dell’acido salicilico, ma con una marcata riduzione degli effetti collaterali.

Nasce così l’Aspirina. Nome commerciale di uno dei farmaci più utilizzati al mondo, al punto da essere ormai diventato equivalente, nell’immaginario comune, al principio attivo stesso.

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