L’UOMO DELLE MANGROVIE

Mangrovie

Haidar El Ali, in Senegal, è noto semplicemente come l’uomo delle Mangrovie.

Ecologista ed ex ministro dell’ambiente, nel 2009 ha dato inizio alla sua grande missione: un progetto, sviluppato insieme all’organizzazione no profit Oceanium, che prevede la piantumazione di Mangrovie sul delta del fiume Casamance, nell’omonima regione del Sud del Senegal. 

Questo per ripristinare l’ecosistema originario di quei luoghi, ponendo rimedio ai danni causati alla flora e alla fauna dalla deforestazione selvaggia e dalla costruzione di strade (deviando il corso del fiume) negli anni Ottanta e Novanta. Danni che hanno coinvolto pesantemente anche le piantagioni di riso, particolarmente preziose poiché costituiscono la prima fonte di sostentamento per le popolazioni locali.

Si stima che con il suo progetto siano state piantate finora ben 152 milioni di Mangrovie. E non si fermerà qui.

Ma perché proprio le Mangrovie?

La spiegazione risiede nelle loro peculiari caratteristiche.

La Mangrovia, infatti, non è una semplice pianta, ma piuttosto una formazione vegetale, costituita da almeno due fasce di piante che crescono parallele alla linea di costa: la prima è formata da piante quasi perennemente sommerse; la seconda (la Mangrovia per antonomasia, formata in prevalenza da specie del genere Rhizophora) viene invasa regolarmente dall’alta marea.

Queste specie sono però altamente specializzate per poter sopportare e, anzi, utilizzare a proprio beneficio l’acqua salata del mare. L’eccesso di sale viene poi eliminato attraverso apposite ghiandole poste sulle foglie.

Così, riescono a colonizzare con successo territori che per qualunque altro tipo di pianta sarebbero tremendamente ostili e ospitano una moltitudine di animali (dagli insetti, agli anfibi, ai rettili, agli uccelli), che si sono adattati alla perfezione a vivere in questo ambiente esclusivo.

Le Mangrovie, inoltre, sono in grado di assorbire grandi quantità di CO2 e di proteggere le coste dall’impatto del mare e dalla conseguente erosione. Per tutti questi motivi, sono considerate un alleato fondamentale nella lotta agli effetti dei cambiamenti climatici.

Ciò che è accaduto nella regione di Casamance lo dimostra

La comparsa delle Mangrovie ha infatti letteralmente riportato in vita tutto il territorio, attirando in breve tempo pesci, crostacei e tantissimi altri animali: le popolazioni locali hanno così potuto sviluppare una vera e propria economia basata sulla pesca, sulla raccolta del sale e sulle coltivazioni di riso nei campi vicini, finalmente protetti dalle inondazioni proprio grazie alla presenza delle Mangrovie e alla loro capacità di mitigare la forza d’urto delle onde.

Oggi, l’uomo delle Mangrovie ha ampliato i confini della sua battaglia: se sulla costa crescono le Mangrovie, infatti, nelle zone interne di Casamance la deforestazione continua ad avanzare inesorabilmente, a causa del traffico illecito di legname che ha ormai ridotto di un terzo le foreste dell’area.

La nuova missione è allora quella – ancora più ambiziosa – di sviluppare una sensibilità condivisa davvero da tutti per la salvaguardia del patrimonio verde del Senegal, in modo da non dover assistere alla sua progressiva e drammatica trasformazione in un deserto.

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