LE 5 PIANTE PIÙ VELENOSE

Piante velenose: Oleandro

Tendiamo a non farci caso, ma molte piante contengono delle tossine che le rendono estremamente pericolose per l’uomo.

Scopriamo insieme 5 piante tanto belle quanto velenose!

Mancinella

Originaria del Centro e Sud America, è comunemente considerata la pianta più velenosa al mondo. 

Il nome deriva dallo spagnolo manzanilla, col significato di “piccola mela”, poiché i frutti sembrano proprio delle mele in miniatura. 

Non bisogna però lasciarsi ingannare! Contengono infatti una tossina, nota come hippomane, che li rende velenosissimi, provocando gonfiore alla gola e gravi problemi gastrointestinali.

Questa tossina tra l’altro è presente in tutte le parti della pianta e anche solo sostare sotto la sua chioma durante un temporale può essere pericoloso: le gocce d’acqua, passando sulle foglie, causano infatti vesciche alla pelle.

Aconito napello

Una piantina dai graziosissimi fiori viola, molto diffusa sulle Alpi, dalla quale di certo non ci si aspetterebbe nulla di pericoloso…e invece si tratta di una delle piante più tossiche presenti sul nostro territorio.

Basta pensare che lo stesso nome deriva dal greco con il significato di “pianta velenosa”: già nei tempi antichi, infatti, conoscevano la sua pericolosità e se ne servivano per avvelenare le punte delle frecce in battaglia.

Contiene aconitina, un veleno potentissimo che agisce anche in piccole dosi, provocando formicolio al viso, vomito e problemi all’apparato cardiaco e respiratorio che possono risultare fatali.

Atropa Belladonna

Presente sia sulle Alpi che sugli Appennini, non bisogna lasciarli attrarre dalle sue bacche dall’aspetto simile ai mirtilli.

Già nel nome è presente un avvertimento: Atropo rappresenta infatti, nella mitologia greca, una delle tre Moire a cui è affidato il compito di tagliare il filo della vita. Un modo insomma per ricordare che l’ingestione delle bacche, che contengono un potente alcaloide chiamato atropina, può provocare la morte.

L’appellativo Belladonna fa riferimento invece a una pratica dei tempi del Rinascimento. Le donne dell’epoca usavano un collirio a base di Atropa per dare risalto agli occhi, sfruttando proprio uno degli effetti dell’atropina, che fa dilatare le pupille.

Stramonio comune

Noto anche come erba del diavolo, in Italia si trova dappertutto poiché cresce spontaneamente ed è piuttosto infestante.

La sua tossicità deriva dall’alta concentrazione di un alcaloide detto scopolamina, contenuto in tutte le sue parti e soprattutto nei semi: possiede proprietà allucinogene e provoca nausea e dolori addominali fino ad arrivare, nei casi di intossicazione più gravi, anche alla morte.

Oleandro

È senza dubbio una delle piante maggiormente impiegate a scopo ornamentale in Italia: immancabile lungo le autostrade, poiché non richiede cure particolari e si caratterizza per un’abbondante fioritura, con fiori rosa molto decorativi, che si protrae per tutta la bella stagione.

Contiene in ogni sua parte l’oleandrina, ossia una sostanza altamente tossica che provoca vomito, disturbi del sistema nervoso e problemi all’apparato cardiaco e respiratorio.

Ne fanno le spese, a volte, bovini ed equini, che mangiano le foglie inconsapevoli del pericolo. La morte sopraggiunge per fortuna solo se ne ingeriscono in grandi quantità.

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