L’ALBERO PIÙ VECCHIO DEL MONDO

Albero più vecchio del mondo

Se la maestosità degli alberi non manca mai di stupirci (qui puoi scoprire qual è l’albero più grande del mondo), che dire della loro longevità?

Sappiamo che esistono alberi in grado di attraversare i secoli, come dei veri e propri testimoni silenziosi della nostra storia.

Ma qual è l’albero più vecchio del mondo?

Per rispondere a questa domanda, è necessario preliminarmente fare una distinzione. 

Gli alberi, infatti, hanno la capacità di riprodursi per propagazione clonale: quando un albero muore, se il suo sistema radicale rimane intatto può riprodursi dando vita a un clone, ossia a un nuovo albero con patrimonio genetico identico a quello morto. In alcuni casi il clone rimane solo, in altri, invece, si sviluppa una vera e propria colonia (un gruppo di cloni che prende anche il nome di genet).

Quando parliamo di longevità degli alberi dobbiamo distinguere tra alberi non clonati e alberi clonati

Il record di albero non clonato più vecchio del mondo spetta a Matusalemme: un Pino dai coni setolosi che si è ampiamente meritato il suo soprannome, dal momento che ha ben 4.852 anni. Si trova nelle White Mountains, in California, ma la sua posizione precisa non è stata resa nota per non arrecargli disturbo.

Al secondo posto in classifica si posiziona Sarv-e Abarkuh: un Cipresso di circa 4.000 anni che si trova in Iran. Segue, al terzo posto, il Gran Abuelo: un Cipresso della Patagonia che ha più di 3.500 anni e si trova in Cile.

In Italia, abbiamo l’onore di ospitare l’albero più vecchio d’Europa: si tratta di Italus, un Pino Loricato di 1.230 anni, scoperto nel 2017 nel Parco Nazionale del Pollino, in Calabria.

Cosa succede se allarghiamo la nostra ricerca agli alberi-clone?

Il più vecchio albero-clone non appartenente a una colonia è Old Tjikko: un Abete rosso di circa 9.652 anni situato su una montagna del parco nazionale Fulufjället, in Svezia.

È stato stimato che il suo tronco ha solo (si fa per dire) 600 anni, ma l’albero in sé è molto più vecchio ed è sopravvissuto così a lungo proprio mediante propagazione clonale.

E poi c’è Pando, l’organismo vivente forse più incredibile al mondo: una colonia di 47.000 Pioppi Tremuli americani, geneticamente identici e connessi tra loro da un unico sistema di radici, che si estende su ben 43 ettari di terreno nella foresta nazionale di Fishlake, nello Utah. 

Le sue dimensioni sono indubbiamente eccezionali (non a caso il nome deriva da un verbo latino che vuol dire espandersi), ma è l’età a lasciare ancora di più a bocca aperta: Pando ha infatti 80.000 anni!

Salviamo Pando!

Purtroppo, negli ultimi anni la sua espansione si è tristemente arrestata: i Pioppi più vecchi stanno morendo, ma i cloni che dovrebbero sostituirli non si stanno sviluppando. 

E la colpa, come spesso accade, è dell’uomo.

Sembra infatti che la riduzione dei predatori della zona (orsi e lupi) dovuta alla caccia abbia portato a un aumento significativo della popolazione di cervi mulo, che si nutrono delle giovani piantine impedendo la rigenerazione della foresta. Anche la presenza di pascoli nella zona costituisce una minaccia.

Per salvare Pando, allora, è necessario intervenire ripristinando il prima possibile la naturale biodiversità del territorio nel quale ha prosperato per millenni.

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