L’ALBERO EUROPEO DELL’ANNO 2022

Albero europeo dell'anno: Quercia

L’Albero europeo dell’anno è un concorso nato nel 2011 in Repubblica Ceca. Ogni paese partecipa alla fase finale con l’albero vincitore della gara a livello nazionale.

A differenza di altri concorsi che si svolgono nel mondo sul tema, in questo caso l’albero non viene premiato per la sua bellezza, né per la sua grandezza, né per la sua età. 

L’obiettivo, infatti, è esaltare il ruolo degli alberi come parte integrante della comunità e come vero e proprio patrimonio culturale, da ammirare e da proteggere.

Ciò che conta è quindi la storia degli alberi e il loro legame con le persone.

La Quercia Dunin

Ad aggiudicarsi la vittoria quest’anno è stata una Quercia di Przybudki, in Polonia.

Cresce ai margini della Foresta Primordiale di Białowieża, una delle foreste di pianura più conosciute, ed è particolarmente amata sia dalle popolazioni locali che dai tanti turisti in visita nella zona.

La Quercia della Foresta dei Banchetti di Conxo

Seconda classificata un’altra Quercia di Santiago de Compostela, in Spagna.

La sua incredibile storia inizia ai tempi dell’Illuminismo. È stata infatti testimone, nel 1856, del Banchetto Democratico di Conxo: un atto rivoluzionario, che rivendicò gli ideali di Libertà, Uguaglianza e Fraternità della nuova Europa.

Per più di un secolo, la foresta che la ospita è rimasta confinata tra le mura di un ospedale psichiatrico ed è tornata accessibile al pubblico soltanto nel 2018. Da allora, ogni primavera, la popolazione locale vi si riunisce per una grande festa.

La grande Quercia da Sughero

Completa il podio ancora una Quercia di Arraiolos, in Portogallo.

Stupisce per l’imponente diametro della chioma ed è considerata parte integrante della comunità, che la ama e la rispetta.

In estate, le sue fronde ombrose offrono un gradito riparo ai pastori e alle loro mandrie.

Il Castagno dei 100 Cavalli

Una menzione speciale merita anche l’albero candidato dall’Italia, che si è fermato proprio ai piedi del podio classificandosi al quarto posto.

Si tratta di un Castagno di Sant’Alfio, in Sicilia.

L’appellativo con cui è comunemente noto deriva da un’antica leggenda, secondo la quale la regina Giovanna d’Aragona e i suoi cavalieri trovarono riparo da un temporale sotto le sue fronde.

Si pensa che possa avere più di 3.000 anni.

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