LA QUERCIA DIVENTATA UN’OPERA D’ARTE

7000 Oaks

Oggi andiamo alla scoperta di un’opera d’arte speciale… 

Si chiama 7000 Oaks ed è stata realizzata negli anni ’80 dall’artista tedesco Joseph Beuys, per trasmettere un messaggio molto importante e ancora decisamente attuale.

Come sede della propria opera ha scelto la città di Kassel, pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale,  con l’obiettivo di riconnettere gli abitanti alla natura e alla reale essenza della vita.

Cosa c’è di meglio di un albero?

Per Beuys, “l’albero rappresenta la rigenerazione e il trascorrere del tempo. La quercia, poi, in particolare, poiché si tratta di un albero dalla crescita estremamente lenta. È sempre stato una forma di scultura e un simbolo per il pianeta”.

Ed è così che l’opera ha preso vita: ben 7.000 querce piantate in giro per la città di Kassel ed ognuna accompagnata da un pilastro di basalto (una roccia effusiva di origine vulcanica).

La quercia diventa allora un vero e proprio monumento, costituito da una parte animata (l’albero), destinata a crescere e cambiare forma nel corso degli anni, e una parte inanimata (il pilastro), destinata invece a rimanere per sempre immutata nell’aspetto.

Ancora oggi, le querce volute da Beuys svettano in paese e sono apprezzate da tutti non solo per il significato simbolico, ma anche per la loro intrinseca bellezza e per la piacevole ombra che sono in grado di offrire.

L’obiettivo, insomma, si può considerare decisamente raggiunto.

In giro per il mondo

Ma Beuys non si è limitato a questo. “Non dovremmo mai smettere di piantare” è il suo messaggio finale: l’opera realizzata a Kassel, quindi, è solo il primo step da replicare poi in giro per il mondo.

Alcuni alberi sono stati effettivamente piantati come tributo nel corso degli anni: citiamo, a titolo di esempio, un albero di fronte all’Accademia delle Arti ad Oslo e alcuni alberi di fronte alla Dia Art Foundation (che tra l’altro aveva finanziato l’opera iniziale) a New York.

In Italia, l’idea di Beuys ha trovato posto addirittura in cucina: il piatto Think Green realizzato da Massimo Bottura nella sua Osteria Francescana è infatti dichiaratamente ispirato proprio all’opera di questo geniale artista tedesco.

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