LA FORZA SEGRETA DEL BAMBÙ

Bambù

Sapevi che il bambù è anche detto l’acciaio vegetale? Scopriamo insieme perché!

In natura esistono oltre 1.400 specie di questa Graminacea dal portamento arbustivo e dalla crescita vigorosa. La maggior parte sono originarie di Asia e America, mentre l’unico continente in cui non cresce spontaneamente è l’Europa.

Lo stelo (detto culmo) ha l’aspetto di un’asta cilindrica cava ed è ricco di fibre: mediamente, rappresentano infatti il 40% circa del volume totale. È leggero e, al tempo stesso, estremamente resistente sia alla compressione che alla trazione. 

Proprio queste sorprendenti qualità lo rendono perfetto come materiale da costruzione.

Il bambù nell’ingegneria strutturale

Alcuni utilizzi del bambù sono antichissimi: viene infatti impiegato da tempo immemore, nella sua forma naturale, per la realizzazione di pilastri e altri elementi di sostegno.

Negli ultimi tempi è stato anche sperimentato con successo come armatura, al posto dell’acciaio, all’interno delle travi di calcestruzzo.

Ma non finisce qui. Dal culmo è possibile ricavare delle lamelle di varie dimensioni e incollarle fra loro ottenendo il cosiddetto bambù lamellare, che costituisce un’ottima alternativa al legno lamellare.

Perché il bambù è così speciale?

Il suo punto di forza è senza dubbio la sostenibilità. 

Il bambù cresce infatti molto rapidamente: fino a 20 m in soli 8 mesi! E, proprio grazie a questa rapida crescita, è in grado di assorbire grandissime quantità di CO2.

Secondo uno studio condotto nel 2009 in Colombia, una piantagione di bambù da un ettaro può fornire in un anno la materia prima necessaria a costruire una casa di media grandezza (175 m2) in bambù lamellare. Per ottenere da una foresta di alberi il legname necessario a costruire quella stessa casa, invece, dovremmo attendere quattro anni.

Diversamente dagli alberi, poi, il bambù non muore dopo il raccolto. Al contrario, la qualità e la resa della piantagione aumentano quando vengono tagliati i culmi ormai maturi.

Ricorrere con maggiore frequenza al bambù come alternativa al legno può allora contribuire a ridurre l’impatto ambientale provocato dal disboscamento.

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