IL FUNGO PIÙ VELENOSO DEL MONDO

Amanita Phalloides: fungo più velenoso del mondo

Hai mai sentito parlare dell’Amanita Phalloides?

Si tratta di un fungo appartenente alla famiglia delle Amanitaceae e molto diffuso. Anche in Italia è facile avvistarlo, tra fine estate e autunno, soprattutto sotto le querce e i castagni.

Avvistare, ma non toccare!

Giova sempre ricordare che la raccolta dei funghi non è un’attività che si può improvvisare da un giorno all’altro durante una scampagnata.

Occorre una buona dose di studio e di esperienza, in compagnia di persone già pratiche del settore, per essere certi di quello che si sta facendo e di non commettere errori purtroppo irreparabili.

E questo fungo costituisce un perfetto esempio: apparentemente innocuo e per giunta di aspetto simile ad altri funghi commestibili (a causa della sua variabilità cromatica), detiene infatti il record di fungo più velenoso del mondo

Non a caso, è noto anche con l’evocativo nomignolo di angelo della morte ed è responsabile della maggior parte di avvelenamenti con esito mortale.

Basta davvero poco

L’Amanita Phalloides contiene l’amanitina e la falloidina: si tratta di tossine che, anche in piccola quantità, risultano estremamente dannose per il nostro organismo. Sono inoltre resistenti al calore, per cui la loro pericolosità resta invariata dopo la cottura.

I primi sintomi della cosiddetta sindrome falloidea vengono avvertiti in media da 12 a 48 ore dopo l’ingestione e includono nausea, vomito e dolori addominali. In breve tempo, le tossine contenute nel fungo provocano danni irreparabili al fegato che sfociano in insufficienza epatica grave.

Con una diagnosi tempestiva, si può provare a scongiurare il decesso con una terapia farmacologica. Niente però potrà porre rimedio ai danni riportati: la vittima sarà costretta a ricorrere all’emodialisi per malattia renale cronica o addirittura, nei casi più gravi, al trapianto di fegato.

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