IL CURIOSO LEGAME TRA l’ORCHIDEA CORYANTHES E LE API

Orchidea Coryanthes

Abbiamo già avuto modo di occuparci in passato dell’Orchidea, una delle piante più apprezzate per la bellezza e particolarità dei suoi fiori.

In particolare, ci eravamo soffermati sul genere Ophrys e sulle sue eccezionali abilità mimetiche: i fiori, infatti, sono in grado di imitare alla perfezione l’aspetto della femmina d’imenottero allo scopo di favorire l’impollinazione.

Oggi andiamo alla scoperta di un altro genere che, come l’Ophrys, è poco conosciuto ma decisamente affascinante: il genere Coryanthes.

I fiori hanno una forma che ricorda quella della Nepenthes, pianta carnivora dotata di sacche nelle quali intrappola gli insetti di cui si nutre. E, poiché in natura niente è lasciato al caso, questa forma così peculiare ha una motivazione ben precisa.

Coevoluzione e mutualismo

L’Orchidea Coryanthes si è evoluta fianco a fianco con gli euglossini (una tipologia di api note anche come “api delle orchidee”), al punto che l’una dipende dagli altri per la riproduzione e viceversa. Vediamo insieme come.

Anzitutto, il fiore secerne un liquido ricco di oli aromatici che attira l’ape maschio: diversamente da quanto accade di solito, l’ape non si avvicina al fiore per nutrirsi. Vuole solo raccogliere il profumo degli oli aromatici, che poi userà per conquistare la femmina durante le sue danze di corteggiamento.

Nel fare ciò, si avventura pericolosamente nel fiore a forma di sacca e, una volta all’interno, scopre che le pareti della sacca sono estremamente lisce e impediscono la risalita.

Un meccanismo fin qui piuttosto simile a quello con cui la Nepenthes intrappola le sue malcapitate vittime. L’obiettivo dell’Orchidea Coryanthes però è un altro…

Svolazzando in cerca di una via di fuga, infatti, l’ape troverà un pertugio percorribile e vi si lancerà: il polline dell’Orchidea, strategicamente posizionato proprio in quel punto, si attaccherà al corpo dell’insetto mentre cerca di uscire. 

Non è tutto. Poiché la colla che ricopre il polline ha bisogno di tempo per asciugarsi, l’Orchidea manterrà chiuso il pertugio finché non sarà certa che il processo è giunto al termine. Solo allora, permetterà all’ape di volare via.

Il lieto fine

A questo punto, serve un po’ di fortuna.

L’ape dovrà infatti andare, in tempi brevi, in un altro fiore della stessa specie, in modo da depositare il polline sullo stigma e permettere così all’Orchidea di riprodursi. 

Infine, dopo aver raccolto una quantità sufficiente di oli aromatici, generosamente offerti dai fiori a cui ha fatto visita, potrà dedicarsi alla conquista della femmina e riprodursi a sua volta con successo.

Siamo di fronte a una relazione molto speciale e indubbiamente vantaggiosa per entrambe le parti!

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