I CINQUE SENSI DELLE PIANTE: IL TATTO

I cinque sensi delle piante: il tatto

Una pianta è in grado di accorgersi di essere toccata?

Per rispondere, basta osservare il comportamento della Mimosa Pudica, un tipo di mimosa così chiamata proprio perché chiude le sue foglie non appena viene sfiorata

Si tratta di una strategia difensiva, attuata presumibilmente per difendersi dagli erbivori.

Non basta però che entri a contatto con una goccia di pioggia, oppure che sia sferzata dal vento: deve venire davvero toccata affinché il meccanismo si attivi. Quindi, non solo la Mimosa possiede il senso del tatto, ma è anche capace di distinguere tra i diversi stimoli.

E non è tutto. Il grande naturalista Jean-Baptiste de Lamarck ha dimostrato che la Mimosa è persino in grado di imparare dall’esperienza e di mutare il suo comportamento di conseguenza: trasportando delle piantine di Mimosa in carrozza sul pavé di Parigi, scoprì che inizialmente le foglie si chiudevano a causa degli scossoni subìti, ma dopo un po’ si riaprivano come se si fossero abituate.

Evidentemente, avevano imparato che le vibrazioni della carrozza non costituivano una minaccia e avevano così smesso di compiere lo sforzo di chiudere le foglie.

Altri esempi

La Mimosa Pudica non è di certo l’unico esempio che possiamo fare nel mondo vegetale in merito al senso del tatto.

Pensiamo alle piante carnivore e al funzionamento delle loro trappole: quando un insetto si muove lungo una foglia, innesca un sensore che porta la trappola a chiudersi di scatto. Non basta però che il sensore si attivi una volta sola, sono invece necessari due tocchi (a distanza di non più di venti secondi) affinché la pianta sia certa di essere a contatto con qualcosa di interessante per cui vale la pena far scattare la trappola.

In altre parole, è proprio attraverso il senso del tatto che le piante carnivore percepiscono la presenza degli insetti e sono in grado di catturarli.

È quindi indubbio che le piante siano dotate di una capacità tattile passiva, grazie alla quale si rendono conto se qualcosa si posa su di loro.

Non finisce qui!

Possiamo adesso fare un passo in più e chiederci: sono anche in grado di toccare a loro volta un oggetto esterno?

Certamente sì! 

Anzitutto, le radici di qualunque pianta sono dotate della capacità di riconoscere al tatto gli ostacoli, molto frequenti ad esempio in terreni rocciosi, e di trovare un modo per aggirarlo proseguendo tranquillamente nella crescita.

Che dire poi delle piante rampicanti? Tastano tutto ciò che le circonda finché incontrano un sostegno (ad esempio il tronco di un albero) sufficientemente solido a cui aggrapparsi per farsi sostenere durante la crescita.

Se vuoi approfondire questo argomento, ti consigliamo la lettura del libro Verde brillante di Stefano Mancuso (scienziato di fama mondiale e direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale) e Alessandra Viola (giornalista e divulgatrice scientifica che collabora anche con il CNR).

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