L’ORIGANO: UN FUNGICIDA NATURALE

Origano

Come abbiamo avuto modo di vedere parlando dei cinque sensi delle piante, molte piante emanano odori anche quando non sono in fiore: basta pensare alle aromatiche come origano, basilico, menta…tutte contraddistinte da un intenso profumo.

E la motivazione è a dir poco sorprendente: gli odori costituiscono infatti dei messaggi ben precisi, che le piante usano per ricavare informazioni dall’ambiente circostante e per comunicare tra di loro.

In altre parole, ci troviamo di fronte a una vera propria lingua vegetale!

Le piante sono ricoperte da un gran numero di recettori, dalle radici fino alle foglie, che funzionano come dei piccoli “nasi” con i quali recepiscono le molecole volatili (che compongono gli odori) e ne interpretano il significato.

Attualmente, siamo piuttosto lontani da una conoscenza completa della lingua vegetale. Sappiamo però che le piante si scambiano la maggior parte dei messaggi per un motivo ben preciso: avvisarsi a vicenda di eventuali pericoli nelle vicinanze.

Il potere dell’origano

Un recente studio ha scoperto che l’origano è in grado di produrre delle molecole volatili che prevengono le infezioni fungine: quando viene attaccato, le rilascia per avvisare le piante vicine del pericolo incombente.

Ma come funziona esattamente questo meccanismo di difesa?

È stato dimostrato che timolo e carvacrolo (sostanze presenti nell’origano) sottraggono elettroni alla membrana che ricopre le cellule dei funghi e ne causano così la rottura. 

Test effettuati sulla vite hanno dimostrato che l’utilizzo di oli essenziali di origano ha ridotto lo sviluppo dei funghi del 95%! E l’origano si è dimostrato efficace anche nel proteggere (tra gli altri) mais, papaya, pomodori, zucca.

Risorsa preziosa

Risultati cosi promettenti fanno sperare che, un giorno, l’origano possa essere impiegato in agricoltura come fungicida naturale.

Si andrebbero così a sostituire i composti chimici attualmente in uso, che inquinano l’ambiente e sono tossici per un gran numero di organismi. Per non parlare del fatto che i funghi spesso sviluppano resistenza rendendoli inefficaci.

Nuovi studi dovranno adeguatamente approfondire questa possibilità.

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